Indice:

 

STAMPA ITALIANA
TRADITIONAL ARRANGED ottoni & settimini
WORLD MUSIC ottoni & settimini
L’ISOLA CHE NON C’ERA ottoni & settimini
COUS COUS ottoni & settimini
LA STAMPA ottoni & settimini
FOLK BULLETIN ottoni & settimini
IL GIORNALE DELLA MUSICA ottoni & settimini
LA REPUBBLICA ottoni & settimini
FOLK BULLETIN arzan
FOLK BULLETIN antologia
 
STAMPA ESTERA
FOLK WORLD CD REVIEWS (D) ottoni & settimini
ROOTS WORLD RECORDING REVIEW (U.S.A.) ottoni & settimini
CARAMELLA (E) ottoni & settimini
DIRTY LINEN (U.S.A.) ottoni & settimini
TRAD MAGAZINE (F) ottoni & settimini
FOLK ROOTS (G.B.) ottoni & settimini
FOLK WORLD LIVE REVIEW (D) concerto live 2002 Rudolstadt D
REGIO' 7 (E) concerto live 2003 Manresa E
FOLK WORLD CD REVIEWS (D) arzan
ROOTS WORLD (U.S.A.) arzan
TRAD MAGAZINE (F) arzan
FOLKER (D) arzan
FOLK WORLD CD REVIEWS (D) antologia
 
TRADITIONAL ARRANGED

(http://users.iol.it/trad-
arr/recensioni2000.html)

ANTEPRIME 2000

La Lionetta "Ottoni e settimini"
La Lionetta atto secondo, cioè l'uscita del disco ufficiale della rifondazione.
Momento atteso, questo, da parte di una larga schiera di fans del gruppo storico piemontese.
Quasi vent'anni sono passati dal precedente disco "Il gioco del diavolo"... il mini CD uscito in primavera era intitolato "Sarazin", conteneva quattro brani, tutti presenti in questo disco ma con qualche differenza. "Sarazin" e "Il serpente" sono stati modificati, per cui chi già possiede il primo mini CD sarà incentivato ad acquistare questo "Ottoni e settimini".
Questo, come annunciato nella recensione del mini CD, è effettivamente un lavoro di grande spessore artistico, un'opera che nessuno dovrebbe astenersi dall'acquistare, lo dico senza mezze parole.
La Lionetta rappresenta uno dei pochi casi in Europa in cui non è possibile etichettare la musica di chi suona. Una vena di follia-geniale non basta a definire questo stile estremamente personale in bilico tra antico e moderno, con testi graffianti e attuali, motivi orecchiabili e originali in un contesto che è tutto da ascoltare, dove non esiste nulla di prevedibile pur esistendo un filo logico complessivo.
I brani "La Lionetta" e "Dona Bianca" sono già stati incisi sui precedenti vinili "Il gioco del diavolo" e "Danze e ballate dell'area celtica italiana" ma sono talmente modificati, talmente riempiti di pathos, da creare un nuovo feeling con l'ascoltatore.
È incredibile come riescano con il solo ausilio di strumenti acustici a creare un sound talmente stimolante e riconoscibile: senza allontanarsi dai canoni del folk e della tradizione ma traendo nuovi spunti da ritmi e danze d'oltrefrontiera.
Abbiamo tredici brani di lunga durata, e la lunghezza del disco di oltre un'ora è di tutto rispetto se si considera che si tratta di materiale quasi tutto composto da loro. Un vantaggiosissimo rapporto qualità-prezzo dunque.
Sono imbarazzato, non riesco a trovare nessun neo in questa produzione! Il libretto accluso è gigante e completo come raramente si riesce a vedere nelle produzioni del nord Italia.
Sorge ora un problema... come faccio ad ascoltare gli altri dischi se non mi decido a togliere questo dal lettore?
Loris Bohm

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WORLD MUSIC

n° 46
Gennaio – Febbraio 2001

 

Ottoni e settimini
“….Il suono, interamente acustico, fa leva su numerosi strumenti etnici, testi sagaci associati all’attualità e su una commistione di stili musicali, di influenze, di sberleffi e di effetti sonori……
un graditissimo ritorno”
Ciro De Rosa

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L’ISOLA CHE NON C’ERA

n°20
Dicembre 2000

 

Ottoni e settimini
“…..Un album che sicuramente accoglie ogni forma di comunicazione sonora tradizionale, un album predisposto per atmosfere acustiche “moderne”, fresche, brillanti, fatto veramente bene, attuale ma pieno di passato, quello che vorremmo continuare ad avere anche in futuro.….”
Giuseppe Palazzolo

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COUS COUS

n°14
Novembre-Dicembre 2000

 

“ ……Siamo in un territorio musicale limitrofo alla canzone d’autore……..A me Ottoni & Settimini piace tantissimo: è un album fresco, giocato sul filo del divertimento, ma è anche musicalmente molto solido (e Fiocchi di Lana sarà la mia canzone dell’anno!).
Gianni Cunich

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LA STAMPA

12 Marzo 2001

 

Ottoni e settimini
“….Sul piano musicale LA LIONETTA cerca un’integrazione tra i suoni piemontesi e quelli di quei mondi che nella regione giungono insieme a popoli lontani. Tra dialetto e italiano poi, vanno riconosciuti buoni esempi di canzone d’autore (“Sarazin” la punta).
Alessandro Rosa

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FOLK BULLETIN

n°8
Ottobre 2000

 

Ottoni e settimini
“…..si ha l’immediata percezione di un approccio grintoso e dissacrante al materiale tradizionale rielaborato e di una proposta aggressiva nelle nuove composizioni…..l’ascolto risulta in più di un’occasione davvero trascinante.
L’assenza totale di suoni artificiali (l’inserimento del basso tuba in luogo dello spesso abusato basso elettrico è uno degli elementi caratterizzanti de LA LIONETTA) imprime una caratteristica qualificante al suono complessivo, frutto di una divertita commistione di umori e stili, nella quale il polistrumentismo di molti Lionetta diviene ulteriore ingrediente di freschezza e originalità. Da non sottovalutare i testi delle composizioni originali, molto legati alla contemporaneità e capaci di fotografare con un certo disincanto malesseri e benesseri del giorno d’oggi……..”
Roberto Sacchi

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IL GIORNALE DELLA MUSICA

n°186
Ottobre 2002

 

"....Dopo aver pubblicato Sarazin, un mini cd che segnava il ritorno ufficiale del gruppo, la formazione torinese ha inciso
un album...Ottoni & Settimini, pieno di ironia dissacrante."

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LA REPUBBLICA

11 Gennaio 2002

 

Ottoni e settimini
".......Il fatto è che nel frattempo LA LIONETTA anzichè invecchiare è ringiovanita... ...Con spiccata verve apolide il gruppo... ... ha allargato i propri orizzonti musicali..."
Elio Bussolino

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FOLK WORLD CD REVIEWS

Issue 19/8/2001

www.folkworld.de/19/e/cds3.
html#lali

Germany

La Lionetta "Ottoni & Settimini"
If this album would have arrived earlier on, I am sure it would have found its way into the top of the Top 10 2000 - that impressed I am of La Lionetta. Wonderful happy innovative and open minded New Folk music, as fresh as it can come only from Italy (at least that's what it seems looking at recent European folk music releases). Founded already back in 1977, FolkWorld heard of them only with this CD - but better late than never!
Taking Northern Italian folk music as starting point, La Lionetta creates their very own blend of music styles, full of power and life. Central in the band's sound stands often the accordion, sometimes whistles, violin or Italian bagpipes. The tuba, grooving always along to the music, gives the band some of the uniqueness. Along to that all innovative percussion as well as guitar and mandolin accompaniment. And so many more instruments, to many to be listed all. Two lead singers has this six piece band, both being strong enough, and the singing style ranges from more recital like singing to chorus singing with the other lads. The material of La Lionetta is to a big extent self composed, if it is not traditional.
In live, La Lionetta must be an extraordinary experience; the power and liveliness of this band is already well kept on the CD. This is absolutely superb music of talented musicians bringing their fun of playing well into the music. I simply love this album, finding again and again and again its way into the CD player. A definite MUST.
Michael Moll

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ROOTS WORLD

RECORDING REVIEW

13/9/2001

www.rootsworld.com

U.S.A.

 

La Lionetta "Ottoni & Sentimini" - FolkClub Ethnosuoni (www.cnimusic.it)
Party to the Piedmontese folk revival since 1977, albeit with an extended hiatus beginning in the mid-1980s, La Lionetta cultivates an irreverent attitude toward Italian roots music, and just about everything else. An adept group of singers and multi-instrumentalists, the group transcends its own local foundations to assimilate in turn the influences of Balkan brass bands, Turkish classical ensembles and the Klezmer kapelye, shot through with percussive traditions from India, North and West Africa, and the Caribbean. Their music does what folk music worthy of the name has always done: lampoon the high-and-mighty, soothe the down-and-out, and celebrate life in all its incommensurable contradictions.
"Sarazin"Consider "The Saracens," whose unassuming accordion introduction folds swiftly into a menacing percussive chorus that references Italy's contemporary concern with immigration from the south. Laced with the wailing Eastern flavor of the cornamusa, the lyrics (in Italian, with sometimes awkward English translations, with which I've taken liberty here) warn:

The Saracens are here...
Oh my God, what fear, what anguish
The Saracens have arrived...
hide your women and your children
lock the doors and stay inside.

The organ-grinding oompah chutzpah of "The World Upside Down" ("Il mondo alla rovescia"), drawing upon a Piedmontese folk saying or rigmarole, conveys another facet of the group's political edge:
No house had a lock
doors were left open because nobody was afraid
and in the suburbs, the only white powder seen and used
was baking soda...
Soldiers were back from war
replaced by ministers and presidents
those in the factories worked only a few hours
and some people lived without T.V.
Night after night, like [a hemorrhage]
Swiss refugees went to Albania
the sea was unpolluted, the sky was blue
but if you don't believe it... you're right!

"The Sky over Turin" plays upon the verbal complications of another Piedmontese rigmarole, set against a rollicking Celtic figure, the tuba's subdued blast, a cheeky vocal call-and-response, whistling worthy of Monty Python, crusty operatic echoes, and radio broadcast snippets. Ditto "La Lionetta," whose bagpipes, booming percussion and dramatic vocals are those of a band that came to play, with all the term connotes, and then some. "Il Serpente" offers a polyrhythmic parable about a snake that never concerned itself with its venomous character until the day it bit its own tongue by mistake. La Lionetta always concerns itself with life's daily pleasures, and its untenable demands, as when the singer rejects the parish priest's recommendation to drink in moderation: "His Latin to hell! I know he drinks as well!" Call it what you will, among the most compelling of contemporary Italian folk revival offerings, this is music from out there.
Michael Stone

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CARAMELLA - MUSICA I CULTURA POPULAR

n° 94 - 2001

Spagna-Catalogna

 

 

La Lionetta era un dels grups folk italians més populars a finals dels 70 i principis dels 80 del segle XX. Absents dels escenaris des d'aleshores, la seua refundació el 1995 va ser rebuda amb gren satisfació pels seus nombrosos incondicionals que, tot i això, han hagut d'esperar cinc anys per retrobar-se amb una nova grabació de la formació torinesa. I ausades que ha pagat la pena d'esperar.
Ottoni& settimini arriba vessant d'energia i rauxa, amb un so personalíssim que no dubta en beure de fonts ben diverses -la tradició norditaliana, Paolo Conte, les bandes balcàniques, el lassu-friss gitano- per configurar una marca de fabrica inclassificable capaç de facturar peces del calibre de "Fiocchi di lana" o "Il cielo sopra Torino", deconstruir brillantement temes tradicionalsfent-los propis -"La Lionetta", "Dona Bianca"- arrossegar de forma inapelable l'oient en la seua reeixida i vribrant recerca estètica.
J.V.F.

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DIRTY LINEN

n° 95
August – September 2001

(U.S.A.)

 

Ottoni e settimini
“…..the dynamic ensemble La Lionetta……moves in a new direction, one that mixes genres and sounds shamelessly, forging reggae rhythms with brass-band sensibilities, offering melodeon and hurdy-gurdy a spin with ragtime dance rhythms, all in service to an intentionally elusive yet everpresent Italian folk music foundation.
Their sense of humor dominates as they mix Arabic, Mediterranean and all manner of popular music into a personal hybrid of musical homage and contempt.the sound is rarely subtle but always original, making the usual “sounds like” part of a review impossible. They sound like little else you have heard, and are all the better for it; nothing radical, just fresh, fun, and inviting acoustic music, distinctly Italian, superbly played.”
Cliff Furnald

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TRAD MAGAZINE

n° 78 Juillet – Aout 2001

France

 

 

Ottoni e settimini
“Ma préférence…va au troisième disque…de La Lionetta. Le talent des 6 musiciens est mis au service de compositions originales. Si la tradition musicale piémontaise est présente,on sent des influences multiples, du brass-band au rap, en passant par les musiques orientales. Le premier morceau du disque,“Sarazin”, brocarde la xénophobie ambiante au nord de l’Italie.
Salutaire, au moment où la droite dure revient aux affaires.”
Guillame Veillet

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FOLK ROOTS

June 2001

England

 

Ottoni e settimini
“The tuba is a dominant image in the photographs of La Lionetta and an important part of their sound. They are a popular revival band but amongst the less orthodox. They combine the traditions of the Piedmont Region with a whole host of other styles, unusal instrumentation and diverse percussion. The sound they produce, especially on the opening track Sarazìn, is like an Italian version of Radio Tarifa, who similary fuse divergent traditions with a dominant percussion presence. Il Cielo Sopra Torino is a remarkable track that manages to combine a folk.dance tune, rap-style vocals and a tuba bass along with radio sound effects yet manages to make it all work. They are fun and entertaining and manage to pull-off audacious mixes of styles, in a constructive and proficent manner.”
Michael Hingston

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FOLK WORLD LIVE REVIEW

www.folkworld.de

Germany

 

recensione concerto live in Rudolstadt
La Lionetta (il cui nome proviene da una ballata italiana, in quale una fanciulla con quel nome parte con i soldati) festeggia già il suo anniversario d’argento. Qui da noi sono ancora relativamente poco conosciuti. A torto, perché con loro si realizza il primo momento culminante del fine settimana. Organetto, flauto, violino, cornamusa e mandolino si rincorrono in stile ballabile, con allegria ma anche serietà lungo le culture mediterranee che rincontrano quelle dell’Italia del nord-ovest. Il basso tuba, costante ma senza essere insistente, da il ritmo. Una formazione, comparabile sul piano qualitativo e stilistico con Bonifica Emiliano Veneta, che due anni fa ha entusiasmato a Rudolstadt.

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REGIO' 7

diumenge, 2 novembre 2003

Spagna-Catalogna

 

recensione concerto live Manresa
... a l'envelat de la placa Major, actuava La Lionetta, (ple, ple, ple), amb una proposta fresca i de gran espontaneitat basada en un treball de mestissatge que La Lionetta va explorar d'allò mes be. El grup va oferir una descàrrega de l'anomenat Nou Folk Revival, en què es va poder fruir des de la mateixa tradiciò piemontesa fins a una gra varietat d'ecoc sonors (balcanics, mediterranis, àrabs...).

...

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FOLK WORLD CD REVIEWS

Issue 19/8/2001

Germany

 

arzan
This album celebrates the 25th anniversary of this excellent band from the Piedmont region in Italy. Even though the band exists already such a long time, this is only the fifth album of La Lionetta. As in former albums, "Arzan" is again an album full of positive atmosphere, power and passion. The band manages to combine the enthusiasm of a brassy southern village band with an internationally appealing high profile concert band. The band bases its music on its piedmont traditions, but takes in influences from various parts of the world. Most of the numbers are original, all are in Piedmont dialect.
The most distinctive element of La Lionetta is without doubt the bass tuba blasting through most of the band's music, and providing a lot of the power and groove to the band's sounds. Add to this the sound of Italian bagpipes weaving their way through several songs, a rather tribal sounding percussion, and several typical folk instruments, such as violin, guitar, mandolin. And then there is a range of guests on this album, most of them providing an additional groove by adding some more brass - trumpet, saxophone, clarinet etc. The lead singer of La Lionetta, Maurizio Bertani, is a charismatic singer with a warm voice, strong enough to sing along to very brassy music. Among the guests are also two female singers, providing at times an attractive contrast to Maurizio's singing.
An impressive album with a lot of groove, wild yet most of the times very melodic; plenty of melodies that you stay in your mind for a long time. A CD which will, I am sure, will find regularly its way into my CD player!
Michael Moll

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ROOTS WORLD (U.S.A.)

RootsWorld Bulletin #257 (U.S.A.)
http://www.rootsworld.com/rw/
cliff@rootsworld.com

 

arzan
Philly Markowitz and Nondas Kitsos take us on a time trip through Italy.
La Lionetta Arzan FolkClub Ethnosuoni (www.folkclubethnosuoni.com)
This recording marks the 25th anniversary of the Italian ensemble La Lionetta. It is characterized by a strong nautical theme and a conscious attempt to open up to the new social reality around them. Arzan is highly satisfying, characterized by a horn section that includes the bass tuba and the euphonium of Massimo Lupotti and the whistle and ethnic reeds and bagpipe of Roberto Aversa. Joined by clarinet, ocarina, saxophone, harmonium, trumpet, trombino and flügelhorn, they create a sound that is closee to the brass bands of the Balkans than the folk tradition of the Piedmont. Nevertheless, there are three songs in the local dialect and one of them in particular, "Re Ungino," uses a vernacular tale to tell a very modern story, as it adds a coda of Iraqi War sound snippets to a traditional tune about a much older conflict.

The lyrics say, "Had we paid attention to the women of this country we would not have done it wrong," and in many ways this may characterize the philosophy of the band. "Rap-a Nui" uses a very learned theme to perform a rap ('Rap for Us') and it is a most appropriate introduction. "Valona Nauti Tour" is one of their own compositions and it can be seen as a signature tune of the record, combining the Balkan sonorities with the nautical theme while also acting as a slightly self-mocking celebration of the band. "Il Suonatore Jones," after a poem by E.I. Masters, relates the story of a ninety-year old performer who continues to do his own thing; you get the idea that he is truly the role model of these five baby boomers. (It is good to know they plan to entice us for a long time coming!) "Ij Foi-Fotù" is a political poem from the Nineteenth Century, sung in Piedmontese and riding on a sonic background of the anti-globalization marches in Genoa in 2002, exposing the insanity of established power structures.
Although the political aspects of this record are to be reckoned with, this is mostly a joyous affair. It is a bit uneven, but there are many moments when it sizzles and carries you away with its infectious joy. I listened to this record as a companion piece to the Banda di Avola and it was wonderful how it managed to present a contemporary angle to the other record's timelessness.
Nondas Kitsos
(Note: The liner notes in the booklet are presented in Italian, and again on the CD as a PDF file in an excellent English translation.)

Listen: http://www.rootsworld.com/audio/arzan.ram

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FOLK BULLETIN

Marzo 2004

 

"Arzan", ovvero argento in piemontese. Argento per celebrare i venticinque anni di musica di un gruppo che,dopo alcuni anni di inattività, ha saputo ritrovare ispirazione, rinnovandosi nella continuità. Rispetto al precedente "Ottoni e settimini", in cui ancora si orecchiavano eredità di un folk-revival un po' ingessato, la nuova uscita si muove più libera e matura, decisamente più orientata verso la canzone d'autore (due soltanto i tradizionali in scaletta, "Rè Ungino" e "Potere del Canto", di cui peraltro è stato riscritta la melodia).
Prevalgono,musicalmente parlando, composizioni di chiara impostazione meticcia, che cercano di fondere insieme le provocazioni sonore che si colgono nella Torino di oggi dove la nuova immigrazione si sovrappone a una integrazione nord - sud tutta italiana vecchia di cinquant'anni e non ancora perfezionata.

Il deciso ricorso all'uso di fiati e le frequenti scansioni di tempi spezzati spingo no l'asse musicale della Lionetta fortemente a est, lungo un percorso sonoro che se ultimamente non si può proprio definire inedito è comunque garanzia di forte coinvolgimento Ma, quasi a confermare che è finita (ammesso che sia mai cominciata) l'epoca della rivoluzionaria risata ribelle e beffarda, i testi della premiata ditta Aversa-Bertani si fanno più meditativi come in "Palomar" (impreziosita dall'arpa di Vincenzo Zitello), ispirati a drammi lancinanti ("Manolita"), e anche quando la musica è andante con brio, il senso del tempo che passa è una specie di filo rosso che collega molti dei brani contenuti nel disco spalmando una patina di malinconia fra crome e biscrome.

Solo superficialmente assimilabili a prodotti "di tendenza" delle nuove band emergenti del folk-rock nostrano, "Arzan” mette a frutto la lunga esperienza musicale e di vita dei suoi autori e interpreti per crearsi un proprio spazio di personale coerenza. Un prova molto convincente, con qualche dubbio su una versione de "II Suonatore Jones" di Fabrizio De Andrè suonata e cantata con il cuore ma, a nostro modesto giudizio, non perfettamente riuscita. Poco male: Roberto Aversa, Maurizio Bertani, Massimo Lupotti Lucio Molinari, Michele Salituro (La Lionetta) e gli ospiti: Laura Malaterra, Maria Adelaide Negrin, Sergio Appendino, Valerio Chiovarelli, Devis Longo, Fabio Mattea, Andrea Verza e il già citato Zitello (con l'attore Felice Andreasi in due preziosi cammei) hanno comunque colto nel segno regalandoci un disco meritevole di molta attenzione.
Roberto G. Sacchi

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TRAD MAGAZINE

marzo - aprile 2004

France

 

arzan
... “ Il gruppo piemontese festeggia i suoi 25 anni di attività con questo album……Il loro percorso li ha condotti progressivamente dalla musica tradizionale alla canzone d’autore. Ma l’album contiene ancora due brani tradizionali e, soprattutto, all’ascolto è impossibile individuarli perché tutta la musica continua felicemente a basarsi sulle tradizioni italiane ma anche tzigano-balcaniche……….
Il tutto sul festaiolo sfondo del bassotuba e mi incita a riscoprire i loro albums precedenti……..
Jean-Luc Matte

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FOLKER

marzo 2004

Germania

 

arzan
Con "Arzan" i Piemontesi festeggiano i 25 anni della loro esistenza.
Nel quinto CD, le origini celtiche e piemontesi del gruppo fanno posto ad influenze provenienti dall'Africa del nord, da Napoli oppure dalla musica zingara.
Oppongono alla mono-dimensionalità dei separatisti nord italiani la loro versatilità musicale.
Aiutati da alcuni ospiti suonatori, la nave si dirige verso sud, dove i colpi di fanfare della Brass Band buttano il pubblico in mare. Ma niente paura. Una rete fatta da suoni di arpa oppure di voci a cappella riporta gli ascoltatori sani e salvi sulla terra ferma.
Il canto dei quattro multi- strumentisti (strumenti a fiato, ghironda, cornamusa, chitarra, percussioni, violino, mondoloncello e molti altri) è uno dei punti forti della Lionetta.
Il mio preferito è il brano "Re Ungino", cantato a cappella, che dimostra la forza esplosiva che può avere il testo di un brano tradizionale: "Avessimo ascoltato le nostre donne, non saremmo partiti per la guerra e non saremmo stati ingannati".
La voce inevitabilmente sampled di George W. Bush nel brano successivo "Marcia 'd Ghera", un misto di cornamusa e percussioni, mostra il fatto che ancora oggi certi uomini non ascoltano le donne.
In presenza di questa fresca produzione ci rimane soltanto da sperare che La Lionetta continui per altri 25 anni a suonarci la marcia*.
* gioco di parole "suonare la marcia a qualcuno" vuol dire richiamare qualcuno all'ordine - n.d.tr.
Martin Steiner

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FOLK WORLD CD REVIEWS

settembre 2004

Germania

 

 

La Lionetta "ballate 1978-1996"
La Lionetta have in the last few years impressed with some of the most innovative and exciting music that has come out of Italy, if not to say out of Europe - see FolkWorld reviews of "Ottoni & Settimini" and "Arzan". Having been founded in Turin in 1977, the band looks now already back on more than 25 years of band history. This album looks back at the good old times of La Lionetta, when the band was much more focussed on traditional Italian music per se.

This CD combines the music of two old LPs, "Danye e Ballate dell'Area Celtica Italiana" from 1978 and "Il Gioco del Diavolo" from 1981. The approach to the music is much more traditional on these recordings than what La Lionetta are doing these days. The band features a wide range of traditional instruments, including dulcimer, bagpipes, accordeon, flutes, fiddles guitar, mandolin, percussion. All numbers are traditional songs, sung mainly by a female lead singer.
After 1981, the activity of the band was gradually reducing; only in 1995 a number of the original band members found together again, with more of a folk rock attitude, to revive the band. From this time, the album features two titles which have been previously unreleased, but which are for my taste a bit bland folk rock. After a short folk rock phase, La Lionetta evolved to what it is now - an open minded ethnic band basing their music on Italian traditions, but adding songwriting and powerful arrangements that cross musical borders to the music.

The album has been fully remastered, and the sound quality is good throughout the album.The enhanced CD part gives additional infos on the band history.
Michael Moll

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FOLK BULLETIN

Anno XVI, numero 205

Settembre 2004

 

 

 

La Lionetta "ballate 1978-1996"
È davvero singolare la storia di questa formazione piemontese, che da qualche anno ha ripreso un proprio cammino artistico dopo un quasi quindicennale silenzio, durato dai primi anni Ottanta alla metà dell’ultimo decennio del secolo scorso.
In pratica, sono stati l’unico gruppo italiano ad aver raccolto le provocazioni musicali del folk-revival anglofono e (soprattutto) francofono che sia stato capace di sfruttare al massimo, in termini di successo, la propria originalità a livello nazionale.
Il loro primo disco “Danze e Ballate dell’Area Celtica Italiana” (Shirak, 1978) fu un clamoroso successo di vendite con oltre lO mila copie bruciate in pochi mesi, partecipazione ai maggiori festival europei di allora, apparizioni radiofoniche e televisive, colonne sonore, articoli sulle riviste musicali più in voga del periodo.
Tre anni dopo, la seconda uscita “II Gioco del Diavolo”, che non seppe ripetere il successo del precedente e coincise con il piuttosto rapido abbandono delle scene da parte del gruppo, che nel frattempo aveva aderito al credo del folk-rock più elettrico.
Particolarmente lodevole, quindi, la scelta della loro etichetta attuale di pescare nel passato e riproporre, ad uso e consumo soprattutto dei più giovani ma non solo, brani tratti dai due citati Lp’s e anche due inediti, legati ad altrettanti periodi minori (ma non per questo trascurabili) della band piemontese che - lo ricordiamo - da qualche anno ha ripreso una attività concertistica e discografica regolare pur senza raggiungere, occorre dirlo, il successo commerciale dei suoi primordi ma riconquistandosi quanto meno il prestigio di ottime recensioni da parte della critica specializzata.
Ricordiamo, quindi, la formazione storica de La Lionetta che ascoltiamo in questo Cd, un quintetto formato da Maurizio
Bertani (voce, mandolino, flauto dolce,violino,chitarre, bombarde, metallofono), Roberto Aversa (voce,cornamusa,chitarre, whistles,bombarde, percussioni) che ancora oggi animano il gruppo; e poi Vincenzo Gioanola (voce, dulcimer, ghironda, organetti, banjo, percussioni), Marco Ghio (voce, violino, violoncello, percussioni) e Laura Malaterra (voce, chitarra classica, dulcimer, basso).
Da notare l’estrema polistrumentalità (all’epoca un must nel folk, di cui ancor oggi non si sono perse del tutto le tracce...) e l’uso senza economie dei riverberi in sede di registrazione, anche questo un gusto corrente del tempo, mutuato da precedenti analoghe esperienze soprattutto francesi.
Arricchito da informazioni, immagini e perfino un cartoon inedito, “Ballate 1978-1996” è molto più di un omaggio doveroso, è un documento da non perdere per chi c’era, per chi doveva ancora nascere e per tutti quelli che stanno in mezzo. Un valore aggiuntivo: le royalties sulle vendite del disco vanno ad Emergency. Sappiatevi regolare…
Enrico Lucchesi

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